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Badanti e lavoro in regola
  • Sabato 12 Giugno 2021

Badanti e lavoro in regola

Quali rischi si corrono ad avere in casa lavoratori non in regola?

Ce lo spiega il Vicepresidente di Professione in Famiglia Bruno Perin nell'intervista qui sotto.

 

 

Continua il viaggio nel mondo dell'assistenza domiciliare fornito da assistenti familiari (cosiddette badanti).

Ormai non è più una notizia la dimensione del lavoro nero nel settore, meno conosciute le sanzioni e i rischi che possono accadere alle famiglie datrici di lavoro.

Abbiamo rivolto alcune domande a Bruno Perin, vice presidente di Professione in Famiglia.

Domanda: Durante la pandemia, il lavoro domestico è assurto alla cronaca dei media, soprattutto per il fenomeno della clandestinità e del lavoro nero. Quali sono le sue valutazioni in merito?

Risposta: Che non si sarebbe dovuto attendere il Covid per discutere di questo problema e che, nonostante le iniziative prese dall'allora Governo, il fenomeno non è stato neppure scalfito. Solo il 10% dei 170.000 "emersi" a luglio dello scorso anno hanno completato il complesso percorso burocratico, vanificando il valore medesimo dell'emersione.

Domanda: Ma come si giustifica un fenomeno così diffuso di lavoro irregolare?

Risposta: Indubbiamente dalla polverizzazione che questo lavoro comporta ma anche per un incontro di interessi tra le domestiche e i loro datori di lavoro.

Se vi fossero leggi come noi auspichiamo e chiediamo da ormai 10 anni, che permettessero di poter portare a deduzione fiscale l'intero costo dell'assistenza di ausilio per i non autosufficienti oppure voucher dedicati da spendersi presso agenzie accreditate, il fenomeno si sgonfierebbe con molta velocità e permetterebbe di garantire maggiori tutele anche per le lavoratrici.

Manca in sostanza una politica complessiva che affronti il problema della non autosufficienza nella sua interezza. Con la recente nomina di Livia Turco a presidente del Gruppo che dovrà elaborare proposte in merito al Piano sociale nazionale e sulla non autosufficienza, possiamo sperare in qualcosa di innovativo.

Domanda: Cosa rischia il datore di lavoro domestico se non regolarizza il rapporto di lavoro?

Risposta: Innanzitutto l'apertura di un contenzioso a fine rapporto. Se non avesse provveduto alla regolarizzazione non sarebbe in grado di dimostrare l'avvenuto pagamento degli stipendi, ecc.

Una indagine svolta nel 2020 sull'anno precedente ha dimostrato la crescita del 36% dei contenziosi da lavoro domestico. Inoltre, le sanzioni previste per la mancata segnalazione all'Inps comporta l'ammenda da 1.500 a 2.000 euro più 150 euro per ogni giorno di ritardo.

Se poi, malauguratamente la domestica dovesse infortunarsi, ci sarebbe la rivalsa dell'Inail sul datore di lavoro per tutte le spese sostenute a favore della lavoratrice.

 

Professione in Famiglia

 

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